A questo libro di Carlos Gonzales sono particolarmente affezionata, perché mi ha aperto un mondo nuovo sulla cura dei bambini, almeno a livello razionale, perché istintivamente, durante la mia prima maternità, stavo già andando in quella direzione.

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Sui capricci dei bambini c’è un’infinità di articoli in rete, e si trova di tutto, a partire dal consiglio sull’ignorarli, fino ai consigli Montessoriani su come prevenirli. Il problema dei “capricci” (per qualcuno esistono, per altri no) è un qualcosa che attraversa i secoli e copre vaste latitudini. È qualcosa che tutte le mamme temono, che tutte conoscono, anche se, come appunto dicevo prima, ognuno ha la sua teoria.

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Svezzare” ha un duplice significato: questa parola viene utilizzata sia per intendere la fine dell’allattamento, sia l’inizio di un altro tipo di alimentazione in aggiunta alla continuazione dell’allattamento o alimentazione con formula.

Dopo l’allattamento dei primi mesi, con lo svezzamento si ampliano le modalità di comunicazione legate al momento dell’alimentazione.

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È il momento giusto? I segnali

Cibarsi è il risultato di una molteplicità di fattori soprattutto di natura affettiva e relazionale.

Le capacità di autoregolazione e i ritmi personali dei bambini devono essere riconosciuti e rispettati, ed è osservando i loro comportamenti e assecondando le loro tendenze che i genitori potranno aiutarli a stabilizzare anche i ritmi alimentari, senza imposizioni.

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Il parto è un processo di trasformazione. La donna deve essere protagonista attiva del proprio parto, deve poter scegliere e mantenere la sua autonomia durante tutto il processo, a partire dalla gravidanza.

È il bambino ad innescare il processo del parto. È lui a decidere quando è pronto per nascere.

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L’arrivo in famiglia di un nuovo bebè è un momento molto importante anche per i fratelli maggiori, che vedono il loro mondo cambiare significativamente, per forza di cose.

Ci sono molti aspetti da considerare per poter affrontare al meglio questi cambiamenti, permettendo al bambino di adattarsi e abituarsi al nuovo piccolo di casa.

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La comunicazione con neonato inizia nei primi momenti di conoscenza con la madre dopo la nascita, come abbiamo visto nell’ultimo articolo. Nelle prime settimane e nei primi mesi di vita, la comunicazione cambia e si evolve, ma si esprime attraverso alcuni ambiti precisi, che sono l’alimentazione, il contatto e il gioco. Vediamoli insieme.

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Diventare genitori nella nostra società significa diventare adulti.

Avere un figlio rappresenta la più grande crisi evolutiva dell’essere umano, poiché significa confrontarsi con la propria capacità di assumersi responsabilità e di prendersi cura del proprio potere creativo.

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