A questo libro di Carlos Gonzales sono particolarmente affezionata, perché mi ha aperto un mondo nuovo sulla cura dei bambini, almeno a livello razionale, perché istintivamente, durante la mia prima maternità, stavo già andando in quella direzione.

La “saggezza popolare” o la scienza?

Abituata a sentire racconti “educativi” di ogni tipo da ogni tipo di persona, e con poche e limitate esperienze personali in tal senso, mi ero fatta la mia idea su come dovesse essere un bambino e su come dovesse essere trattato. Naturalmente i miei studi e la mia formazione mi avevano “aiutato” ben poco nel formarmi delle idee, perché il corso di laurea si era incentrato soltanto sul lato patologico dei bambini, quando veniva trattato. Poche, pochissime idee su come dovesse essere trattato un neonato, e un bambino poi, in famiglia, perché crescesse sano ed equilibrato. Ovviamente, a parte le solite indicazioni del buon senso.

Un caso fortuito

Un giorno, incinta di pochi mesi, entrai nella libreria dove avevo ordinato i libri che mi avevano consigliato le mie ostetriche, e prima di me c’era una mamma con una bambina di 8-9 mesi, che in quel momento mi sembrò grandissima, che era tenuta in braccio… anzi no, notai meglio, era “appesa” ad uno strano pezzo di stoffa… una fascia! Era molto tranquilla, bellissima, e la mamma e la commessa si erano intenerite nel vedere la mia “pancina”… Così questa mamma si era presa la libertà di consigliarmi questo libro, come lettura veramente importante e affascinante per una neomamma.

Tutto torna!

Quel titolo mi rimase impresso, “Besame mucho”… come la canzone messicana! Poi non ricordo bene quando, ma già con la mia bambina tra le braccia, ebbi finalmente occasione di leggerlo, grazie ad un’amica che me lo aveva prestato. Ed eccolo lì, tutto spiegato nei minimi dettagli… ecco spiegato come è veramente un bambino, ecco spiegato come dovrebbe trattarlo l’adulto, e perché! Era tutto così ovvio, così scontato, così semplice, immediatamente comprensibile.

Ma allora perché queste cose non si sentono mai dire? Perché invece il bambino deve sempre stare alle regole? Essere “bravo”? Non piangere se è senza la mamma? Mangiare tutto quello che ha nel piatto? Dormire 12 ore di seguito senza “rompere”? Obbedire alle regole dei grandi anche quando non sono ragionevoli? Fare a meno di passeggino e di pannolino quando gli adulti decidono che è ora di farne a meno?

I bambini sono degni di rispetto

I bambini non sono giocattoli, sono persone come noi adulti, ma hanno bisogno di maggiori cure, oltre che di attenzione e rispetto. Le regole ci vogliono, ma non così tante da impedire al bambino di esprimere se stesso o di sperimentare. Se iniziassimo a pensare che, quando abbiamo davanti un bambino, abbiamo davanti una persona con le proprie esigenze, carattere, particolarità, che ha bisogno di rispetto tanto quanto un adulto, forse tutto sarebbe più facile, per noi e per loro.

Un pediatra “illuminato”

Carlos Gonzales, pediatra spagnolo, è fondatore e presidente dell’Associazione Catalana per l’Allattamento Materno. All’interno del suo bellissimo libro, scritto in modo così simpatico che è difficile trattenere il sorriso di fronte alle sue argomentazioni espresse in modo così diretto e brillante, porta molte argomentazioni scientifiche a sostegno del suo modo di vedere l’educazione dei bambini.

Metterci alla loro altezza per capire come comportarci

Per esempio, spiega perché non si può pretendere che un bambino dorma tante ore di seguito senza svegliarsi: non è un comportamento evolutivamente vantaggioso, perché un neonato preistorico, se fosse stato buono e tranquillo per tante ore senza richiedere l’attenzione della mamma, avrebbe fatto una brutta fine in breve tempo.

I neonati di oggi non sanno di essere al sicuro dai predatori, nel loro lettino e nella loro cameretta, quindi si tranquillizzano soltanto sentendo la vicinanza di mamma e papà, e fanno sonni spezzati che sono quindi fisiologici, non sintomo di “insonnia”. Come questo, tanti altri esempi ci spiegano il comportamento ritenuto così “difficile” dei nostri piccoli… e tante scenette di vita quotidiana ci fanno sorridere mentre ci spiegano il punto di vista (lecito!) dei nostri bambini.

Segui il tuo istinto… e i loro bisogni

Gonzales si dilunga molto a spiegare la negatività di certi “metodi” utilizzati per “addomesticare” i bambini, che si tratti di insegnar loro a dormire da soli, di utilizzare la “disciplina” per farsi obbedire o per ottenere dei comportamenti desiderati da loro. I bambini hanno i loro tempi e i loro modi per crescere, diversi a volte da come vorremmo che fossero, ma facili da capire e da rispettare se riusciamo a sintonizzarci sui loro bisogni e sulle loro esigenze.

I bambini non sono tiranni e non sono manipolatori, e se vi metterete alla loro altezza riuscirete a cogliere la loro enorme sincerità, la loro schiettezza e la loro generosità, e sarà facile rispettarli, così come rispettiamo il nostro “prossimo” adulto. Iniziamo a rispettare i nostri figli, e saremo (e saranno) degli adulti e dei cittadini migliori.

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