A questo libro di Carlos Gonzales sono particolarmente affezionata, perché mi ha aperto un mondo nuovo sulla cura dei bambini, almeno a livello razionale, perché istintivamente, durante la mia prima maternità, stavo già andando in quella direzione.

Continua a leggere

In un libro di Giorgio Nardone dedicato alle famiglie, dove vengono date indicazioni agli psicologi per riuscire ad aiutare i genitori in difficoltà per qualche problematica dei figli, ho trovato una classificazione molto interessante. Riguarda i modelli di “famiglia” esistenti, che sono emersi da una ricerca dello stesso Nardone (2001) volta a studiare l’evoluzione dei modelli della famiglia italiana, e che sono stati quindi individuati e mappati.

Continua a leggere

Svezzare” ha un duplice significato: questa parola viene utilizzata sia per intendere la fine dell’allattamento, sia l’inizio di un altro tipo di alimentazione in aggiunta alla continuazione dell’allattamento o alimentazione con formula.

Dopo l’allattamento dei primi mesi, con lo svezzamento si ampliano le modalità di comunicazione legate al momento dell’alimentazione.

Continua a leggere

È il momento giusto? I segnali

Cibarsi è il risultato di una molteplicità di fattori soprattutto di natura affettiva e relazionale.

Le capacità di autoregolazione e i ritmi personali dei bambini devono essere riconosciuti e rispettati, ed è osservando i loro comportamenti e assecondando le loro tendenze che i genitori potranno aiutarli a stabilizzare anche i ritmi alimentari, senza imposizioni.

Continua a leggere

Allattare al seno è un’esperienza molto intensa sia per la mamma che per il bambino, non è semplicemente un gesto meccanico che la madre compie per permettere al proprio figlio di sopravvivere ed essere alimentato.

Continua a leggere

La nostra società non accetta il pianto, soprattutto negli adulti. Esso viene considerato come un segnale di debolezza; qualcosa da dover preferibilmente impedire e prevenire, anche nei bambini.

Ma il pianto è il mezzo di comunicazione privilegiato dei neonati ed è un comportamento di adattamento psicologico il cui scopo è scatenare una reazione di allarme nei neogenitori. I neonati possono comunicare quasi solo attraverso il pianto.

Continua a leggere

Spesso i nostri bebè ci ricordano che non amano stare distanti dalla mamma, e che amano essere maneggiati e coccolati. A parte tenerli in braccio, quali sono i modi in cui possiamo soddisfare questi bisogni? Vediamo alcuni mezzi “pratici” per soddisfare il bisogno di contatto dei nostri piccoli, che possono avere anche altri lati positivi. Le fasce portabebè e il massaggio infantile.

Continua a leggere

Negli scorsi articoli abbiamo visto cosa succede quando arriva un nuovo bimbo in famiglia, e come affrontare la novità sia in gravidanza che dopo la nascita vera e propria, col primogenito. Ci sono dei lati meno positivi da dover accettare per il fratello maggiore, ma il bilancio col fatto di avere un fratello con cui condividere l’infanzia è assolutamente a favore della fratellanza.

Continua a leggere

Oggi parliamo di gelosia e regressione nel primogenito quando arriva un fratellino.

Ma da dove viene questa normale gelosia che tutti i bimbi provano quando arriva un nuovo membro in famiglia?

Non dipende in realtà dal fatto di sentirsi spodestato, come molti pensano, ma dal bisogno di sapere che la mamma e il papà gli vogliono ancora bene come prima. Questa è la vera paura del piccolo: perdere l’affetto di mamma e papà.

Continua a leggere

Nell’articolo Quando arriva un fratellino abbiamo visto come gestire il periodo della gravidanza e della permanenza in ospedale quando sta per arrivare un nuovo bimbo in famiglia, per far sì che il fratello maggiore non si senta escluso da questo bellissimo cambiamento.

Adesso proviamo a pensare a cosa succede quando la mamma e il bebè tornano a casa per iniziare la vita familiare tutti insieme.

Continua a leggere