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SVEZZAMENTO? SI PARTE!

È il momento giusto? I segnali

Cibarsi è il risultato di una molteplicità di fattori soprattutto di natura affettiva e relazionale.

Le capacità di autoregolazione e i ritmi personali dei bambini devono essere riconosciuti e rispettati, ed è osservando i loro comportamenti e assecondando le loro tendenze che i genitori potranno aiutarli a stabilizzare anche i ritmi alimentari, senza imposizioni.

Ascoltarsi per comprendersi

L’essenziale è saperli ascoltare e saperne riconoscere e differenziare i segnali: se il bambino piange, ad esempio, non è necessariamente perché ha fame; se si risponde a questi segnali sempre attraverso il cibo, dandogli la pappa, innanzitutto non lo si aiuterà a riconoscere e a differenziare le proprie sensazioni interne, e in secondo luogo non si riuscirà a fornirgli la risposta e l’aiuto di cui ha bisogno per ritrovare l’equilibrio e il benessere.

L’ascolto attento e sensibile senza imposizioni permetterà al piccolo di cominciare a dare il corretto significato alle differenti sensazioni interne, aiutandolo anche nella sua autoregolazione verso il cibo.

Pronti? … Via!

Il bambino, verso i 6 mesi, o a volte qualche mese più tardi, inizia a provare interesse per la tavola dei grandi, allunga le manine e guarda con grande curiosità il cibo che sparisce nella bocca dei genitori. Così ha inizio lo svezzamento dal suo punto di vista.

Se il bambino vuole toccare la pappa con le mani deve poterlo fare, così inizierà a familiarizzare con il cibo e sarà più propenso ad assaggiarlo. I bambini devono poter pasticciare con le mani e anche sporcarsi la faccia e la testa. Agli adulti è richiesta pazienza, per molti non è facile affrontare i pasti vedendo cibo ovunque… ma è importante sapere che, attraverso questo toccare, il bambino vuole essere sempre più protagonista della sua crescita.

Verso i 9-10 mesi il bambino inizia a dimostrare interesse non solo per il cibo nel piatto, ma anche per il cucchiaio con cui il cibo arriva alla bocca e può succedere che rifiuti di essere imboccato volendo farlo da solo: non è ancora in grado ma ancora una volta la sua spinta ad essere autonomo va sostenuta.

Un bimbo, non un pancino

Bisogna cercare di vivere questo passaggio con serenità e con calma, evitando di vedere il bambino come un contenitore da riempire, ma cercando di seguire i suoi tempi senza mai forzarlo, e lasciandolo sperimentare. Anche se in bocca entra davvero poco, il piccolo potrà sempre contare sul latte, che per tutto il primo anno di vita deve rimanere l’alimento principale.

Questo aiuterà le mamme e in papà a non stare in ansia se il bambino “mangia” poco. Questa parte è altrettanto importante dell’apporto nutritivo del cibo. Durante questo periodo si gettano le basi per un corretto rapporto col cibo, che accompagnerà il bambino anche nella vita adulta.

Le paure dei genitori

Rischio di soffocamento

Una delle paure più diffuse riguardo all’inizio dello svezzamento è quella di non sentirsi preparati a gestire le eventuali difficoltà col cibo solido da parte del figlio, cioè di non riuscire ad intervenire di fronte ad un rischio di soffocamento o simili.

Per fortuna si stanno diffondendo sempre di più, in tutte le città, i corsi organizzati dalla Croce Rossa e anche da associazioni private per imparare a gestire le eventuali ostruzioni ed emergenze che possono avvenire quando si ha a che fare coi bambini. Ma non solo. Si consiglia a tutte le mamme, i papà e i nonni, e coloro che si occupano dei bambini, di frequentare questi corsi (corsi di disostruzione delle vie aeree) che davvero possono fare la differenza, e salvare delle vite.

Inoltre, anche se eventi del genere non accadranno mai, sapere come intervenire può aiutare le mamme a sentirsi meno tese e più fiduciose verso questo momento di crescita del proprio piccolo.

Sì pappa, no latte

Un’altra preoccupazione può essere quella che il bambino interrompa l’allattamento, preferendo il cibo solido. A volte capita che i bimbi più curiosi siano molto attratti dal cibo diverso dal latte, e che per i primi tempi dopo l’inizio dello svezzamento diminuiscano anche di parecchio le poppate, dedicandosi quasi esclusivamente al cibo solido.

Questo fatto può preoccupare le mamme che allattano, sia per possibili problemi al seno (ingorghi, diminuzione del latte), sia perché possono sentirsi tristi a causa di questo allontanamento precoce dal seno. In molti casi è un allontanamento temporaneo, perché quasi sempre c’è un ritorno al seno una volta passata la novità, e un ricominciare con lo svezzamento in modo più tranquillo e graduale.

Mangerà abbastanza?

Infine, come detto sopra, il timore che il bambino non mangi abbastanza è spesso presente, ed è molto comune. Ci sono bambini che amano da subito grandi quantità di cibo e sapori diversi, e bambini molto selettivi o che mangiano come uccellini. Dobbiamo cercare di accettare le modalità dei nostri piccoli, pensando che loro sanno cosa fare, offrendo cibi sani e fidandoci di loro.

Conclusioni

Come abbiamo visto, lo svezzamento non è un passaggio così insignificante, ma anzi può provocare turbamenti nei genitori, nelle famiglie, e presentare difficoltà che non si sa bene come gestire. In questi casi, potersi rivolgere ad un professionista può portare a trovare la giusta soluzione, eliminando ansie e permettendo alla famiglia di vivere al meglio questo momento così importante della vita dei bambini e delle famiglie.

E tu, come hai vissuto lo svezzamento del tuo bambino? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

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