Allattare al seno è un’esperienza molto intensa sia per la mamma che per il bambino, non è semplicemente un gesto meccanico che la madre compie per permettere al proprio figlio di sopravvivere ed essere alimentato.

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La nostra società non accetta il pianto, soprattutto negli adulti. Esso viene considerato come un segnale di debolezza; qualcosa da dover preferibilmente impedire e prevenire, anche nei bambini.

Ma il pianto è il mezzo di comunicazione privilegiato dei neonati ed è un comportamento di adattamento psicologico il cui scopo è scatenare una reazione di allarme nei neogenitori. I neonati possono comunicare quasi solo attraverso il pianto.

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Spesso i nostri bebè ci ricordano che non amano stare distanti dalla mamma, e che amano essere maneggiati e coccolati. A parte tenerli in braccio, quali sono i modi in cui possiamo soddisfare questi bisogni? Vediamo alcuni mezzi “pratici” per soddisfare il bisogno di contatto dei nostri piccoli, che possono avere anche altri lati positivi. Le fasce portabebè e il massaggio infantile.

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Negli scorsi articoli abbiamo visto cosa succede quando arriva un nuovo bimbo in famiglia, e come affrontare la novità sia in gravidanza che dopo la nascita vera e propria, col primogenito. Ci sono dei lati meno positivi da dover accettare per il fratello maggiore, ma il bilancio col fatto di avere un fratello con cui condividere l’infanzia è assolutamente a favore della fratellanza.

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Oggi parliamo di gelosia e regressione nel primogenito quando arriva un fratellino.

Ma da dove viene questa normale gelosia che tutti i bimbi provano quando arriva un nuovo membro in famiglia?

Non dipende in realtà dal fatto di sentirsi spodestato, come molti pensano, ma dal bisogno di sapere che la mamma e il papà gli vogliono ancora bene come prima. Questa è la vera paura del piccolo: perdere l’affetto di mamma e papà.

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Nell’articolo Quando arriva un fratellino abbiamo visto come gestire il periodo della gravidanza e della permanenza in ospedale quando sta per arrivare un nuovo bimbo in famiglia, per far sì che il fratello maggiore non si senta escluso da questo bellissimo cambiamento.

Adesso proviamo a pensare a cosa succede quando la mamma e il bebè tornano a casa per iniziare la vita familiare tutti insieme.

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L’arrivo in famiglia di un nuovo bebè è un momento molto importante anche per i fratelli maggiori, che vedono il loro mondo cambiare significativamente, per forza di cose.

Ci sono molti aspetti da considerare per poter affrontare al meglio questi cambiamenti, permettendo al bambino di adattarsi e abituarsi al nuovo piccolo di casa.

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Durante le prime fasi di relazione tra madre e bambino, si attraversano delle fasi che ricordano molto le fasi della gravidanza e del travaglio, e hanno delle analogie con esse. Vediamole insieme.

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Dopo i primi mesi, la famiglia è pronta ad evolvere un pochino, seguendo la crescita del bambino. Non si tratta più di un neonato, ma di un lattante, che anche se non sa parlare, sa esprimersi sempre meglio con sorrisi, gridolini, pianti ed espressioni del viso.

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La comunicazione con neonato inizia nei primi momenti di conoscenza con la madre dopo la nascita, come abbiamo visto nell’ultimo articolo. Nelle prime settimane e nei primi mesi di vita, la comunicazione cambia e si evolve, ma si esprime attraverso alcuni ambiti precisi, che sono l’alimentazione, il contatto e il gioco. Vediamoli insieme.

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