CONOSCIAMO UN’EMOZIONE “SCOMODA”: LA RABBIA

Le emozioni sono molto importanti, ci mostrano cosa accade dentro di noi in risposta a ciò che accade fuori di noi. Non è sempre facile avere a che fare con le emozioni, riconoscerle e soprattutto accettarle. Una delle emozioni più “scomode” è proprio la rabbia.
La funzione della rabbia
La rabbia è una delle emozioni primarie, una di quelle che conosciamo fin da molto piccoli, e nasce dall’istinto di difenderci per sopravvivere al mondo esterno. In passato era un modo aggressivo (necessario) di affrontare la vita. Quindi, come tutte le emozioni, ha il suo perché e la sua funzione, anche se ai nostri giorni può essere vista più come un’emozione disadattiva, soprattutto quando ci fa esplodere con scoppi di ira quando accade qualcosa che non richiederebbe tanta attenzione.
Possiamo arrabbiarci con noi stessi, con gli altri, quando ci troviamo di fronte ad un ostacolo o a un’ingiustizia, quando ci sentiamo di aver subìto un danno. Diverse persone, però, davanti allo stesso “stimolo”, reagiscono in modi anche molto diversi, non tutti si arrabbiano per gli stessi motivi.
Un sentimento “esplosivo”
Chi solitamente non riesce a controllare scoppi di ira forse non sa neanche perché non riesce a farlo. Quali sono i reali motivi per cui si reagisce in modo così intenso?
A volte invece accade che qualcosa ci fa arrabbiare molto perché ci riporta inconsciamente a qualche evento del passato che neanche ci ricordiamo coscientemente, ma che ci ha fatto soffrire, e l’esplosione dipende da quello.
Anche se la rabbia ci fa sentire e apparire “forti” (mentre il dolore fa sentire e apparire “deboli”), in realtà l’aggressività nasconde una grande vulnerabilità, mancanza di elasticità, rigidità, e paura.
Spesso accade a chi ha dei vissuti importanti di abbandono e perdita, di avere scoppi di ira: la sensazione di abbandono scatena la tristezza, che a sua volta viene mascherata con l’aggressività. Quindi possiamo dire che non è un evento in sé a scatenare la reazione, ma ciò che viene da noi ricevuto come “messaggio”, la nostra interpretazione di quell’evento.
Le maschere della rabbia
Essendo spesso vista come emozione solo negativa, la rabbia è diventata una maschera di altre emozioni, che sentiamo di non poter esprimere; così non la esprimiamo, ma poi accade che non riusciamo più a controllarla ed esplode diventando pericolosa. Quali sono queste emozioni nascoste? Possono essere depressione, senso di colpa o vergogna.
Ci si arrabbia (mentre si maschera la depressione) quando si sente di non aver raggiunto un obiettivo che per noi era importante; (mentre si maschera il senso di colpa) quando sappiamo di aver fatto un torto a qualcuno, un danno, o quando la nostra bussola morale ci ricorda che quella cosa non era da fare; ( mentre si maschera la vergogna) quando temiamo di aver fatto una brutta figura o di aver perso la nostra credibilità sociale.
La rabbia “cronica”
Ci sono persone che sembrano perennemente arrabbiate, che per qualsiasi cosa reagiscono molto male, che non si riescono ad avvicinare molto per timore delle loro reazioni. Dietro queste reazioni esagerate diventate “croniche” spesso si nasconde la paura, o la depressione, magari date dalla sensazione di non poter controllare una certa situazione. Queste persone affrontano ogni cosa con fastidio e intolleranza, ma in realtà la rabbia che provano è rivolta a loro stessi.
Loro sono le prime persone a soffrirne e a sentirne il peso, ma non sanno come invertire la rotta. Gli altri, quelli su cui viene riversata la rabbia, sono solo un bersaglio più facile rispetto al dover affrontare la sensazione di sentirsi troppo diversi da quello che si vorrebbe essere. Per paura di soffrire, queste persone usano l’aggressività come scudo.
La rabbia cronica ci frena, ci fa stare male, dormire male, ammalare, e non aiuta affatto sul lavoro o nelle relazioni con gli altri. Le persone si allontanano, ovviamente, e questo alimenta il circolo vizioso di rabbia e depressione.
In un prossimo articolo vedremo come provare a gestire la rabbia, ma iniziare a conoscerla già il primo passo per esserne consapevoli e iniziare un percorso di miglioramento personale.
Foto di Engin Akyurt da Pixabay

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