Tante volte si sente dire che allattare è un gesto naturale, che verrà da sé… o che, altrimenti, è una questione di “fortuna” e non si può sapere in anticipo se ci sarà il latte, se sarà “buono”, se basterà al piccolo. Ma qual’è la verità?

La verità è che allattare dovrebbe essere un gesto naturale e familiare per tutte le donne che stanno per diventare mamme, ma purtroppo non è così. A differenza di qualche generazione fa, quando tutte le donne erano abituate a vedere altre mamme (le proprie, o le sorelle, le zie…) che allattavano, adesso spesso accade che si diventi mamma senza avere la più pallida idea di cosa significhi allattare, senza aver mai visto un neonato o averlo mai tenuto in braccio, e senza esempi “viventi” che possano dare una mano. Tante di noi non sono state allattate, e quindi neanche l’esperienza personale, o quella delle nostre madri, può venirci in aiuto.

Qualche indicazione per iniziare

Anche se questi consigli esulano un po’ dai miei “doveri” di psicologa, credo che possa essere importante, e di aiuto, avere alcune indicazioni che possano rendere meno nebulose le prime settimane di allattamento. E ricordatevi sempre che ci si può appoggiare sia a mamme alla pari che a consulenti professionali in allattamento, per piccoli e grandi dubbi!

Insomma, quali sono le piccole regole da sapere quando si sta per partorire e si desidera tanto allattare il proprio bambino? Le cose da sapere non sono molte, ma alcune sono fondamentali. Vediamone alcune:

L’attacco

Se è possibile, quello che vi consiglio è di attaccare il bimbo appena nato, se ve lo consentono e se voi riuscite (anche dopo un cesareo potete allattare subito, se chiedete aiuto). Se potete, lasciate al bambino il suo tempo, senza forzarlo, e senza affrettare il suo attacco al seno.

Fatelo attaccare da solo, visto che i neonati sono assolutamente competenti per farlo, e non hanno bisogno di qualcuno che gli metta il capezzolo in bocca, anche con modi poco garbati, come a volte accade.

Alcuni bambini si attaccano subito voracemente, alcuni altri hanno bisogno di più tempo, per annusare la loro mamma, leccarla, e magari non succhiano subito perché hanno ancora del muco in bocca o nel naso che devono ancora espellere.

Teneteli a contatto col vostro corpo, e non tarderanno la prima poppata. Mettete il bambino pancia contro pancia, con la testa in linea col corpo, avvicinate lui al seno e non viceversa, sistematevi in modo da stare comode, e fategli aprire bene la bocca, in modo che abbia in bocca buona parte dell’areola, non solo il capezzolo, che altrimenti verrà masticato e farà molto male.

Se avete dolore, chiedete aiuto

Se sentite dolore non fate finta di niente, forse l’attacco non è corretto, chiedete aiuto ad una consulente professionale se il personale dell’ospedale non vi sembra disponibile o preparato. Purtroppo, non sempre si può fare affidamento sugli operatori. I primi giorni potrete avvertire un po’ di fastidio all’inizio della poppata, ma se il bambino è attaccato bene questo fastidio dovrebbe scomparire entro pochi minuti. Potete allattare in molte posizioni diverse, ma all’inizio (e anche dopo!) è molto comodo allattare da sdraiate, in modo da riposare insieme al piccolo.

Quando iniziare e finire la poppata

Una cosa importante: non aspettate che il piccolo pianga per attaccarlo, se state attente vedrete che il piccolo manda altri segnali prima di arrivare al pianto, perché questo è solo un segnale tardivo di fame. Potete attaccare il neonato al seno quando si volta da una parte e dall’altra quando lo prendete in braccio, porta le manine alla bocca, schiocca con la lingua, inizia ad agitarsi… Evitate ciucci e biberon, per evitare confusione, almeno il primo mese di vita.

Come fate a sapere quando la poppata è finita? Naturalmente il bambino quando è sazio si stacca. Se però dovete staccarlo voi per qualsiasi motivo, ricordatevi di farlo dopo aver inserito un dito nell’angolo della bocca, per rompere il “sottovuoto” che si crea quando il piccolo ciuccia, e quindi per non provare dolore.

L’allattamento a richiesta

Lasciate poppare il bambino per tutto il tempo che vuole, senza limiti di tempo, senza guardare l’orologio. Allattare a richiesta significa proprio questo, anche se alcuni vi diranno che i neonati devono poppare ogni 3 ore, per 10 minuti a seno, e di notte devono avere una pausa più lunga. I bambini che si accontentano di questo ritmo forse esistono, ma posso affermare con certezza che sono una rarità!

Più spesso, i neonati vogliono ciucciare molto frequentemente, e a volte stanno attaccati quasi un’ora, per poi riattaccarsi dopo mezz’ora. Questo non significa che non avete latte, ma solo che il vostro piccolo ha questo ritmo di allattamento, almeno in quel periodo. I ritmi cambiano spesso, non sarà sempre così! Man mano che i piccoli crescono, diventano più esperti, quindi diminuisce il tempo della poppata, e si allunga la pausa tra una e l’altra.

Mamma… che sonno!

Se il piccolo si addormenta al seno troppo presto (dopo pochi minuti) provate a svegliarlo toccandolo dolcemente, o massaggiando il seno: al bambino arriverà un po’ di latte direttamente in bocca, e si sveglierà continuando a poppare. Quando il bambino vi sembra troppo sonnolento, svegliatelo almeno ogni 3 ore almeno per allattarlo, anche se lui non lo richiede. Se rigurgita del latte, sappiate che è normale, se non sembra essere disturbato non vi preoccupate, molti neonati rigurgitano spesso ma non hanno reflusso o altri disturbi. Quando invece sembra soffrire, rivolgetevi ad un bravo pediatra, forse soffre di reflusso.

Alcune mamme allattano con un solo seno per poppata, altre all’interno della stessa poppata offrono i due seni, e entrambe le modalità vanno bene, vedete voi come regolarvi. Se allattate da entrambi i seni, alla poppata successiva iniziate col seno che la volta prima avete dato per secondo.

Quante poppate?

Quante volte dovete allattare nelle 24 ore? Sarà il vostro bambino a dirvelo, comunque tenete conto che la maggior parte dei bambini si attacca 10-12 volte nell’arco delle 24 ore; la frequenza può variare, magari farà 2 poppate quasi attaccate e poi farà una pausa più lunga, oppure popperà sempre ogni 2 ore, di giorno e di notte. Comunque vada… è il ritmo giusto per lui o lei in quel momento.

La crescita

Oltre al controllo settimanale del peso (pesare più frequentemente non serve, e soprattutto non serve la doppia pesata che in alcuni ospedali fanno ancora fare), controllate che il bambino bagni 4-5 pannolini al giorno e faccia 3-4 pupù, perché ciò indica che è adeguatamente nutrito. Nel primo trimestre di vita, dopo le prime due o tre settimane, è accettabile un aumento di peso di circa mezzo chilo al mese, o di 120-200 gr alla settimana.

Se vi sembra che il vostro bambino non prenda abbastanza latte, potete rivolgervi ad una consulente professionale in allattamento o ad un pediatra esperto in allattamento.

In conclusione…

Ecco le informazioni che mi sembrano più importanti quando si desidera iniziare l’allattamento nel migliore dei modi. Le prime settimane probabilmente non saranno facili, accudire il vostro bambino sarà duro e molto stancante, anche se sarete innamorate di quel fagotto. Presto però prenderete il ritmo giusto e allora potrete godere maggiormente della gioia dell’essere mamme e delle gioie dell’allattamento.

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