Il dolore del parto è uno degli argomenti che maggiormente preoccupa le donne in gravidanza. Ci si chiede come sarà, se davvero sarà così tremendo, se si sarà in grado di sopportarlo senza farmaci, se ci convincerà a non avere altri figli. Spesso i racconti delle altre donne spaventano le mamme in attesa, ma cosa possiamo aspettarci dalla prova che dovremo affrontare?

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Significato dell’esogestazione umana

La gestazione umana è un processo molto lungo e complicato. Alcuni studiosi ipotizzano che i piccoli della nostra specie nascano estremamente immaturi, circa a metà della loro reale gestazione, che distinguono in 9 mesi di “endogestazione” (gestazione in utero) e 9 mesi di “esogestazione” (gestazione fuori dall’utero).

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Il neonato, “funzionamento” e bisogni

Spesso sentiamo raccontare dalla gente che i neonati sono creature che devono imparare tutto, che hanno una mente vuota, oppure che sono “furbi” manipolatori che obbligano i genitori a fare ciò che vogliono loro. Queste due visioni sono molto diverse tra loro, ma entrambe poco vicine alla realtà. Il neonato è un essere in formazione, che ha una mente e ha delle competenze ben precise, fin dalla vita in utero. Vediamo come si comporta un neonato, e scopriamo perché non è né furbo né manipolatore.

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Vi siete mai chiesti quali siano i veri bisogni delle mamme? Spesso si tende a trascurare i bisogni delle mamme perché prima di tutto viene il bambino, ma è anche importante non trascurare le esigenze delle mamme. Vediamo insieme come si sente una donna dopo il parto e di cosa potrebbe avere necessità.

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Le fasi del sonno sono la veglia, il sonno REM e il sonno non-REM, che diventa dominante dai 3-4 anni. Il sonno ha una funzione neuroprotettiva. Vediamo insieme le fasi del sonno adulto e quelle del sonno del bambino, che si differenziano sotto diversi aspetti.

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Negli ultimi anni si è sentito spesso parlare di “metodi” per far dormire i bambini, comprendendo anche i neonati, e supponendo quindi che i bambini non siano programmati per farlo. Questa idea ha qualcosa di errato nelle sue fondamenta: i bambini non imparano a dormire ma al contrario a stare svegli; è un processo di maturazione, a cui arriveranno quando saranno pronti. Ma i libri e i sedicenti “esperti” che consigliano certi metodi intendono dire che si può insegnare ai bambini a dormire tutta la notte senza svegliarsi o almeno senza “disturbare” i genitori. Peccato che questo sia pericoloso perché contro la loro fisiologia.

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Il puerperio è quel periodo di tempo appena dopo il parto, di circa 40 giorni, ed è il tempo che impiega il corpo della donna per tornare più o meno come prima del parto (6 settimane).
Dal punto di vista ormonale, possiamo dire che con l’eliminazione della placenta (entro 24 ore dal parto) gli estrogeni e il progesterone, prodotti in grande quantità durante le ultime settimane di gravidanza, calano drasticamente.

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Allattare o no è una scelta che spetta alla mamma, e a nessun altro. Se è vero che allattare dovrebbe essere la norma per chi non ha difficoltà fisiche specifiche (reale ipogalattia, malattie che richiedono terapia incompatibile, …), è anche vero che a volte alcune mamme non desiderano affatto allattare, per diversi motivi. Io credo che queste mamme abbiano diritto a fare una scelta diversa da quella consigliata, ma devono essere correttamente informate delle difficoltà a cui potrebbero essere esposti i loro bambini.

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Come ci si organizza per la notte una volta che nasce un bambino e si diventa una famiglia? Lettino o lettone?

Il cosleeping è una possibilità, molto consigliata anche come prevenzione dalla SIDS, almeno per il primo anno di vita, e significa “dormire insieme”, cioè nella stessa stanza del bambino, ma non per forza condividendo il letto.

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Ogni neonato ha dei bisogni di base che sono anche quelli di ogni essere umano. Se cominciamo a conoscerli e ad accettarli relativamente ai neonati, sarà più facile che i bambini stessi, una volta cresciuti, possano rendersi conto del proprio valore e di cosa necessitano per essere persone felici.

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