GELOSIA E REGRESSIONE NEL PRIMOGENITO

Oggi parliamo di gelosia e regressione nel primogenito quando arriva un fratellino.

Ma da dove viene questa normale gelosia che tutti i bimbi provano quando arriva un nuovo membro in famiglia?

Non dipende in realtà dal fatto di sentirsi spodestato, come molti pensano, ma dal bisogno di sapere che la mamma e il papà gli vogliono ancora bene come prima. Questa è la vera paura del piccolo: perdere l’affetto di mamma e papà.

Un bimbo spaventato

Cosa è meglio fare quando emerge questa difficoltà? L’unica cosa da fare per farlo stare meglio è accogliere il suo bisogno di conferme, rassicurarlo con parole e con gesti d’affetto sul fatto che è amato come prima, e che nessuno porterà via l’amore che i genitori provano per lui.

Ovviamente il bambino geloso non è cattivo, ha solo una grande paura di perdere l’amore della mamma, e anche i bambini gelosi amano i loro fratellini piccoli.

Un bambino alle prese con la gelosia deve trovare il proprio modo di superarla, e i meccanismi che mette in atto sono un arricchimento nella sua vita affettiva e cognitiva: superare una gelosia durante l’infanzia aiuta a non trovarsi in situazioni di gelosia in età adulta.

Rassicurazioni da mamma e papà

Come possiamo rassicurare il bambino in modo che non si senta sopraffatto da queste sensazioni?

Ad esempio, a parole e con gesti che gli trasmettano l’amore di mamma e papà, dicendogli che gli si vuole bene, cercandolo, accudendolo, dandogli attenzione. Inoltre, anche il fatto di sentirsi accettati sempre, anche quando esprimono sentimenti negativi, aiuta i primogeniti a sentire l’amore dei genitori.

I bambini devono poter esprimere ciò che sentono, i genitori devono accogliere questi sentimenti anche negativi, senza giudicare, minimizzare o rimproverare il bambino per ciò che sente. Riconoscere i sentimenti e accettarli e dimostrare di comprenderli è il modo più efficace per dare sollievo al bambino. È davvero molto importante.

Un ultimo consiglio è quello di confortare il piccolo, rassicurandolo del fatto che quello che sente è più che normale. In questo modo si evita che, oltre alla gelosia, ci siano anche sensi di colpa. I suoi sentimenti sono legittimi e normali, la rabbia e la tristezza passeranno e lui è un bravissimo fratello maggiore.

Ovviamente, non dimentichiamo che è importante non cadere nella “trappola” dei confronti tra fratelli, cosa che risulta molto sgradevole (in qualsiasi senso sia il confronto, sia negativo che positivo). Anche nel caso che sia il primogenito a “vincere” il confronto, rimane in lui la strana e brutta sensazione che lui e il fratellino vengono paragonati e confrontati, e questo porta a rivalità e sensazioni (peraltro giuste) di essere giudicati.

Come gestire le crisi di rabbia del bambino?

  • Verbalizziamo quello che il bimbo sta cercando di comunicare, dando un senso ai suoi pensieri e alle sue sensazioni: “sei molto arrabbiato perché volevi uscire proprio adesso in giardino ma la mamma non può”
  • Accogliamo, riconosciamo e rispettiamo i sentimenti del bambino: non neghiamo o banalizziamo il suo disagio
  • Non chiediamo al bambino di non piangere, deve potersi sfogare
  • Mostriamo empatia: “Mi dispiace che tu sia arrabbiato, lo capisco, ma dopo potremo uscire in giardino e ne sarò felice”
  • Spieghiamo in modo semplice i motivi per cui non si può fare una certa cosa
  • Troviamo un compromesso che soddisfi sia il bisogno del piccolo che le esigenze del genitore: il bambino magari può uscire in giardino con la nonna? Oppure preparare gli oggetti da portare fuori più tardi con la mamma?
  • Manteniamo la calma: il bambino si calma più facilmente se sente che l’adulto non entra in crisi lui stesso, ma riesce ad accogliere e sostenere le sue emozioni negative
  • Ogni volta che il bambino vive una crisi e la supera, diventa un po’ più capace di gestire le sue emozioni

Se il bambino diventa aggressivo, proviamo a dirgli che si può essere arrabbiati, a tutti succede, ma non si può fare male a qualcun altro, e su questo non si tratta. Mostriamogli altri modi per sfogare la rabbia: si possono usare cuscini o bambole o disegni, oltre a “dire” cosa si prova. Esprimere i sentimenti (“Sono arrabbiato!!!”) aiuta a stare meglio. Il bambino non deve avere dubbi sul fatto che lo amiamo anche quando è arrabbiato con noi.

Le regressioni sono normali meccanismi di difesa che i bambini usano, inconsapevolmente, quando si trovano in una situazione nuova o difficile. Cercano di tornare bambini, ad una modalità più conosciuta in cui i genitori si occupano di tutto. Mostrandoci comprensivi e aumentando le coccole, il bambino riuscirà più facilmente a ritrovare la sua sicurezza, uscendo dalla regressione.

La prossima settimana parleremo di quanto è arricchente vivere con un fratello la propria infanzia!

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