Nella nostra era, non solo la tv, ma internet e tutti i mezzi digitali entrano nelle nostre case e sono ormai conosciuti anche dai più piccoli. Dobbiamo quindi fare i conti anche con delle paure che 50 anni fa non erano così facili da incontrare.

Cosa pensano e come comprendono ciò che vedono, i nostri piccoli nativi digitali?

Vediamo quali sono le competenze dei bambini età per età.

3 anni: riescono a capire che i protagonisti dei cartoni non sono reali, ma pensano che le persone che vedono in tv vivano lì dentro.

6 anni: quasi la metà dei bambini non riesce ancora a collocare esattamente i personaggi dei film nelle categorie giuste: uomini veri e propri, pupazzi o figure animate con computer.

7-8 anni: hanno una capacità di attenzione limitata e riescono a seguire un film per non più di 30 minuti. Possono pensare che i personaggi si facciano davvero male quando si picchiano.

10 anni: nessun bimbo di questa età riesce a comprendere appieno i flashback, le dissolvenze, i campi, la distinzione tra scene principali e secondarie.

Ma per quale motivo i bambini hanno difficoltà a comprendere queste cose?

Prima di tutto perché non hanno il concetto di tempo e di spazio. Pensano che quello che vedono in tv stia accadendo in quello stesso momento e lì dove lo vedono. Inoltre, interpretano letteralmente quello che vedono accadere, perché hanno un pensiero di tipo concreto. Non capiscono metafore o paragoni, non distinguono tra cronaca e finzione.

I bambini sono attratti e spaventati dalla tv. Mostri, fantasmi e figure violente possono spaventarlo molto, e spesso sono lasciati soli a confrontarsi con immagini che non sanno gestire da soli.

A differenza di un racconto o di un libro, il film viene visto tutto d’un fiato, non si può fare una pausa, non c’è tempo per chiedere spiegazioni sul momento. Questo significa per il piccolo rimanere davanti a immagini che superano la sua capacità di elaborazione e di sopportazione emotiva. Loro non comprendono i film come facciamo noi adulti, li vivono sulla propria pelle, avvolti dalla musica, dai rumori, dall’atmosfera, e corpo e anima coincidono, sono una cosa sola.

È bene quindi non lasciare mai da solo il bambino davanti alla tv perché avere accanto qualcuno che gli spieghi le cose, lo aiuti a elaborare le sensazioni e ciò che vede, può fare davvero la differenza.

Ecco alcuni suggerimenti che è consigliabile tenere presente:

  1. fino ai 2 anni sarebbe bene evitare la tv: influisce sullo sviluppo cerebrale, sociale, emotivo e cognitivo. Genera irrequietezza, impulsività e difficoltà di concentrazione
  2. almeno fino ai 3 anni, è bene guardare la tv col nostro bambino: la tv ha un effetto ipnotico, che aumenta quando il bambino sta da solo a guardarla
  3. insegniamogli a capire il linguaggio della tv: poniamo al bambino delle domande su ciò che capisce e prova, ascoltiamo le sue risposte. Fermarsi a riflettere lo aiuterà ad acquisire uno sguardo critico, ad essere consapevole di ciò che accade. Perché il bambino impari ad esprimere ciò che prova, la cosa migliore che possiamo fare è esprimere noi per primi le nostre sensazioni e i nostri giudizi. Lui imparerà a fare lo stesso
  4. definiamo le regole: non bisognerebbe guardare la tv più di un’ora al giorno, e sarebbe meglio evitare la mattina presto, la sera prima di andare a dormire, durante i pasti e in camera. È bene non adattare la nostra vita ai programmi tv, ma il contrario
  5. facciamoci raccontare dal bambino ciò che vede in tv, in modo da capire le sue reazioni e poterlo tranquillizzare se dovesse averne bisogno
  6. scegliamo i programmi adatti: evitiamo programmi con scene di violenza, con rumori forti, con musiche inquietanti, scegliamo film con lieto fine, e stiamo accanto a lui.

Seguendo queste regole, potremo permettere al nostro bambino di godere di questi mezzi di intrattenimento, ma senza incorrere in problemi o sovraccarichi.


Foto di GraphicMama-team da Pixabay
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