Dopo i primi mesi, la famiglia è pronta ad evolvere un pochino, seguendo la crescita del bambino. Non si tratta più di un neonato, ma di un lattante, che anche se non sa parlare, sa esprimersi sempre meglio con sorrisi, gridolini, pianti ed espressioni del viso.

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La comunicazione con neonato inizia nei primi momenti di conoscenza con la madre dopo la nascita, come abbiamo visto nell’ultimo articolo. Nelle prime settimane e nei primi mesi di vita, la comunicazione cambia e si evolve, ma si esprime attraverso alcuni ambiti precisi, che sono l’alimentazione, il contatto e il gioco. Vediamoli insieme.

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L’essere umano fin dalla nascita sa fare molte cose, solo apparentemente elementari: reagire con movimenti riflessi a stimoli che arrivano dall’esterno, percepire il mondo intorno a sé, piangere.

Ma il neonato sa interagire con chi si prende cura di lui in molti modi diversi.

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Comunicazione mamma-bambino

La comunicazione tra madre e bambino, e tra padre e bambino, in gravidanza, è fatta più che altro di sensazioni, di immaginazione, di fantasie, ma non solo.

La mamma può contare su di un filo diretto col bambino, che è lì nel suo grembo, e infatti i pensieri della mamma e le sue emozioni influenzano nel bene e nel male le sensazioni del feto.

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Significato dell’esogestazione umana

La gestazione umana è un processo molto lungo e complicato. Alcuni studiosi ipotizzano che i piccoli della nostra specie nascano estremamente immaturi, circa a metà della loro reale gestazione, che distinguono in 9 mesi di “endogestazione” (gestazione in utero) e 9 mesi di “esogestazione” (gestazione fuori dall’utero).

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Il neonato, “funzionamento” e bisogni

Spesso sentiamo raccontare dalla gente che i neonati sono creature che devono imparare tutto, che hanno una mente vuota, oppure che sono “furbi” manipolatori che obbligano i genitori a fare ciò che vogliono loro. Queste due visioni sono molto diverse tra loro, ma entrambe poco vicine alla realtà. Il neonato è un essere in formazione, che ha una mente e ha delle competenze ben precise, fin dalla vita in utero. Vediamo come si comporta un neonato, e scopriamo perché non è né furbo né manipolatore.

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