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RIFLESSIONI SULLA SESSUALITÀ AI GIORNI NOSTRI

In questi giorni mi è capitato di rileggere un testo molto interessante che trovate in fondo all’articolo, e vorrei condividere alcune riflessioni con voi. L’argomento? Il sesso nella nostra società occidentale, al momento attuale.

Una delle caratteristiche della specie umana è la discrepanza tra la maturità biologica e la maturità comportamentale. Infatti, l’uomo raggiunge la maturità sessuale quando ancora non è in grado di badare a se stesso, non è “maturo” per vivere da solo e per prendersi cura della prole. Nonostante ciò, biologicamente parlando, una bambina di 12 anni e un bambino di 13 potrebbero procreare.

Controllo degli istinti

La nostra società si prende il compito di contenere l’esercizio della sessualità nei giovani, fino al momento in cui possano essere considerati maturi. Molti ragazzi, infatti, non sarebbero in grado di allevare la prole per un certo periodo di tempo, e non saprebbero neanche discernere tra sessualità consapevole e abuso sessuale.

C’è quindi un lungo periodo di tempo in cui i giovani non vengono considerati maturi per la società, e il percorso per arrivare a questa meta è molto difficoltoso. I ragazzi devono fare i conti con le due spinte più grandi dell’essere umano: l’aggressività e la sessualità. Queste pulsioni sono molto difficili da contenere. Ma mentre il controllo dell’aggressività inizia ad essere esercitato fin da piccoli, dai primi anni di vita, il controllo delle pulsioni sessuali viene appreso soltanto dopo la pubertà.

La gestione dell’aggressività viene imparata dal bambino in tenera età, cioè quando il suo cervello è ancora molto plastico, e questo gli permette di arrivare ad un processo molto raffinato ed elaborato, pieno di sfumature. Il ragazzo impara fin da bambino che non deve essere aggressivo, impara strategie per contenere la rabbia, per esprimerla in modo accettabile, per incanalarla altrove.

La gestione della sessualità invece viene appresa quando il cervello umano non è più così plastico e malleabile; la personalità è già ben definita negli anni della pubertà, e gli adulti non hanno più quel grande potere di condizionamento.

Condizionamenti sociali

Di più, la nostra società occidentale attuale non accetta l’espressione istintiva di sentimenti ed emozioni, la guarda con sospetto, e la accetta soltanto nei bambini e nelle donne. Quindi, i giovani uomini soprattutto, devono cercare di controllare i sentimenti e non esprimerli. Questo porta all’interferenza della volontà nei processi istintivi, e questa interferenza può essere dannosa, perché agisce attraverso le inibizioni, e se queste sono troppo generalizzate, i comportamenti spontanei si perdono e diventano difficili.

Molti problemi sessuali si realizzano proprio quando si verifica lo sforzo cosciente e volontario di inibire o provocare reazioni naturali e istintuali. Ecco che così si crea la dinamica individuale o relazionale problematica, che può portare a situazioni di sofferenza, e che riguarda la condotta sessuale. Ma anche i fattori sociali hanno il loro peso nell’instaurarsi di queste dinamiche.

Ambivalenza e patologia

Nella nostra società, negli ultimi decenni, l’atteggiamento verso la sessualità è molto cambiato. Si pensa di essere in un momento storico molto “aperto” a temi come la sessualità, ma in realtà l’atteggiamento è molto ambivalente. Ci sono contraddizioni e situazioni problematiche.

Questa ambivalenza è evidente nella massiccia esposizione a contenuti e stimoli sessuali, da una parte, e dalla riprovazione sociale per i reati a sfondo sessuale, ad esempio, dall’altra. Oppure dall’incoraggiamento alla contraccezione da una parte, e dalla recriminazione per i bassi tassi di natalità nei Paesi occidentali, dall’altra.

Tutte le culture hanno da sempre dei codici comportamentali per regolare i comportamenti sessuali degli individui (in rete potete trovare informazioni interessanti sulle diverse concezioni della sessualità nelle diverse culture e religioni). Sembra che il comportamento sessuale abbia bisogno di divieti, senza i quali ci possono essere conseguenze negative.

La Natura ha previsto che ci sia un equilibrio tra autocontrollo e perdita del controllo; nel caso in cui una di queste componenti prevalga, si hanno comportamenti disfunzionali.

Il funzionamento sessuale può essere notevolmente alterato dalle interferenze della volontà sui processi istintuali, sia nel caso di inibizione di spinte sessuali, sia nel caso che si cerchi con la volontà di ottenere dei comportamenti spontanei.

È quindi chiaro come l’atteggiamento della società influenzi sensibilmente la funzionalità sessuale degli individui che le appartengono.

Si può dire che siamo passati dal divieto e rifiuto della sessualità di qualche decennio fa, all’obbligo della felicità sessuale dei giorni nostri.

Una nuova visione… sempre problematica

Quando il sesso era proibito, questa stessa proibizione lo rendeva interessante e piacevole. Adesso viene considerato un paradiso, obiettivo da raggiungere a tutti i costi, e questa “prescrizione” lo fa sembrare poco piacevole a molte persone.

La grande e costante esposizione a stimoli sessuali proposti come irraggiungibili ha indotto alcune percezioni errate che contribuiscono in maniera importante a creare le basi per lo sviluppo di patologie della sfera sessuale. Vediamo quali sono queste percezioni:

– il sesso è la prima meta di realizzazione di quella felicità che è considerata un diritto da conseguire ad ogni costo

– l’unico modo di vivere il sesso è quello proposto dalle fiction e dalla pubblicità

– la mancata realizzazione di un modello simile a quelli proposti significa inferiorità, difetto e diversità

Oggi si esibisce tutto, invece di nascondere tutto. Prima si cercava ciò che era proibito, oggi lo si trova poco appetibile o lo si rincorre in modo “artificioso”.

L’illusione porta alla delusione, che porta alla depressione.

Anche l’educazione sessuale di oggi sta peggiorando la situazione, quando viene impartita con lezioni noiose e poco stimolanti, che rendono l’argomento una materia scolastica, e quindi poco interessante. Non si tiene conto degli aspetti individuali dei singoli, e poco degli aspetti emotivi e sentimentali.

Un paradosso dei giorni nostri… e la speranza per il futuro

Il paradosso su cui si basa la maggior parte delle patologie sessuali è quello di “voler sentire spontaneamente” qualcosa: come fai a sentire spontaneamente se te lo imponi? È una contraddizione evidente. Questo succede perché si cerca di raggiungere un obiettivo, considerando l’attività sessuale come la “gloria”, e quindi si perde tutta la spontaneità.

Cosa succederà tra qualche decennio? Forse si tornerà indietro alla proibizione, forse saremo andati avanti su questa strada che non promette nulla di buono, o forse si sarà trovato il modo per dare il giusto spazio alla sessualità, non esponendola più così indiscriminatamente agli occhi di tutti, in ogni momento, ma ritenendola uno spazio privato di ogni individuo.

Soprattutto, spero che si sarà ritrovata la spontaneità di questi gesti, senza per forza avere l’obiettivo di trovare il Nirvana, o di fare tutto “come si deve” in base agli standard della pubblicità.

La sessualità è bella e soddisfacente se si tratta di un momento piacevole da condividere con qualcuno di importante, se unisce e fa provare sensazioni positive, senza gare a chi fa meglio e a chi fa di più.

Torneremo mai a provare queste sensazioni e a lasciare che la sessualità sia nuovamente spontanea e privata?

Bibliografia:

– Nardone G., Rampin M. “Quando il sesso diventa un problema. Terapia strategica dei problemi sessuali”, Tea Edizioni, 2015

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