I bisogni delle mamme

4 minuto/i di lettura

Vi siete mai chiesti quali siano i veri bisogni delle mamme? I veri bisogni delle mamme sono quelli che non riconosce mai nessuno. Si tende spesso a trascurarli perché prima di tutto viene il bambino, ma è anche importante non trascurare le esigenze delle mamme.

  • Bisogno di essere vista: quante volte dopo il parto accade di passare in secondo piano rispetto al bambino? Prima, quando il piccolo era ancora nella pancia della mamma, tutti erano molto attenti e disponibili con lei, ma quando il bambino nasce, tutto cambia. La madre non è più la custode del miracolo della vita, la vera attrazione è il bebè, e nessuno si ricorda più di chiederle come sta, di parlare con lei, a meno che non si chiedano informazioni sul piccolo. Ma la neo mamma sta vivendo un periodo di grande fragilità, ha bisogno di amici e persone care che le chiedano “come stai?” e che si interessino a lei come prima, e anche di più.
  • Esiste poi il bisogno di essere riconosciuta come madre competente e affidabile, che prima di tutti gli altri sa se il proprio figlio sta bene. Sembra che nonni, amici e pediatri, e anche semplici conoscenti, sappiano benissimo di cosa ha bisogno il bambino, e non si fanno problemi a ricordare alla madre che sta sbagliando, qualsiasi cosa stia facendo. Perché le mamme vengono viste sempre come sprovvedute, immature? Se si riconoscesse ad ogni mamma il suo grande sesto senso, la sua capacità di sintonia col bambino, e il suo sapere di cosa ha bisogno il proprio piccolo, mettendo da parte le proprie credenze e i propri consigli non richiesti, credo che la fiducia delle mamme in se stesse aumenterebbe. Le mamme hanno bisogno di essere riconosciute come tali, invece spesso accade che chiunque sembri più competente, e il grande potere delle mamme si perde.
  • Le mamme hanno bisogno di sentirsi protette, specialmente dal compagno o marito, e che venga protetta la diade madre-bambino. Nel primo periodo dopo il parto, la mamma è totalmente assorbita dal suo piccolo, dal suo nuovo compito di madre, e rimane davvero poco tempo per pensare al resto, per occuparsi, soprattutto emotivamente, di chiunque altro. Il compagno spesso si sente messo da parte, rimane “geloso” di questa relazione unica e indissolubile che la compagna ha con il nuovo nato, ma in realtà la mamma avrebbe bisogno di sentirsi protetta da lui, in modo da poter dare al piccolo tutta l’attenzione di cui necessita: protetta dal mondo esterno, che come abbiamo visto prima spesso va a minare le certezze delle mamme e rende loro più arduo il compito, e protetta nel senso di accolta in una nuova dimensione in cui la sua relazione con il bambino è il fulcro della nuova famiglia che si è creata. Questa esigenza si evolve con la crescita del bambino, e piano piano la mamma ritorna, almeno in parte, ad avere energie anche per il resto del mondo, anche se non potrà mai essere come prima.
  • Un bisogno da non sottovalutare è quello di essere aiutata concretamente e praticamente nella vita di tutti i giorni. Prendersi cura di un esserino totalmente bisognoso di cure per tutto il giorno, passare la notte con molti risvegli, e nutrire, cambiare, curare, cullare il proprio piccolo può essere molto faticoso, specie nei primi mesi quando l’esperienza è totalmente nuova e ci portiamo dietro molta stanchezza dalle ultime settimane di gravidanza e dal parto. È importante poter contare su di un aiuto pratico nei primi mesi, qualcuno che possa occuparsi delle pulizie più grosse, della spesa, magari del cucinare, almeno ogni tanto, in modo che la neo mamma possa dedicarsi, con calma e senza stancarsi troppo, al nuovo nato. Certo, è un investimento, ma davvero importante. Se non ci sono nonni o amiche disponibili, pensiamo a trovare una persona che, a pagamento, pensi a queste cose. In fondo non si tratta di anni, ma di alcuni mesi, i primi, i più delicati, e tutti beneficeranno in famiglia di questo “regalo”. La mamma più riposata e disponibile, la casa in ordine, il bambino più felice. Man mano che crescerà, la mamma potrà organizzarsi in modo ottimale per tornare quasi alla normalità, ma è bene non pretendere che questo avvenga troppo precocemente.
  • Infine, anche se forse la lista dei bisogni sarebbe molto più lunga, voglio ricordare il bisogno di trovare sostegno per le difficoltà legate alla genitorialità, a partire dal sostegno all’allattamento, per arrivare al confronto con altre mamme sulle difficoltà legate alla gestione di un bambino piccolo e a tutto ciò che comporta (diversi modi e tempi per dormire, di vivere la quotidianità…), alla nuova vita familiare che si crea, alla crescita naturale di un bambino. Negli ultimi anni si sta riscoprendo questa esigenza, nascono molti gruppi di mamme che si riuniscono, per sopperire alla mancanza di questo sostegno dalla rete familiare e non solo. Speriamo che in futuro ogni mamma possa contare sull’appoggio di altre mamme che sanno cosa significa essere madri in questo tempo e luogo!

Aggiornato:


Dott.ssa Lucia Trabbia

Psicologa clinica e perinatale